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Vecchio 19-11-2013, 11.13.48   #1
Enrico
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Predefinito Sports Supplements - Le Nuove Frontiere Dell'integrazione Attiva

di Nicola Camera & Dr. Fabrizio Tamburini

Le proteine costituiscono l’elemento fondamentale della nutrizione per la costruzione dei tessuti e per il loro mantenimento e gran parte del nostro corpo è strutturato da gruppi amminici. L’energia è data da catene di glucosio a biodisponilità immediata o lenta; orbene se fino ad “ieri” quasi tutta la supplementazione era fondata da una parte su reitrego di elementi plastici (proteici, idrolizzati, glico-macropeptidi ecc.) e di sostanze energetiche dall’altra (destrine, vitargo, zuccheri, semplici ecc.) l’oggi contemporaneo assiste alla genesi di nuove molecole prodotte dalla ricerca scientifica che unitamente all’integrazione di base segnano un passo importante nell’aiuto performante dell’atleta d’elite, avanzato o sia esso principiante.
Il concetto di supplemento è legato negli atleti, ad un “aumento di prestazione”. Gli effetti di gran parte dei prodotti assunti vengono spesso valutati in funzione del miglioramento conseguito. Per certi aspetti ciò è limitativo ed errato perché la supplemetazione della dieta deve tenere conto prima di tutto il benessere organico e il miglioramento dello stato di salute. Il supplemento deve essere visto come fattore preventivo dei rischi dello stress fisico e di allenamento, per migliorare il recupero e contenere quei fattori di rischio che aumentano con l’invecchiamento.
L’atleta che svolge attività fisica a media ed alta intensità necessità di quei supporti che favoriscano il recupero della fatica e contrastano i danni da allenamento, molto importanti e troppo sottovalutati.

La new generation si discosta completamente dai supplementi “ordinari”, prodotti su base kic nuove molecole che generano modificazioni cellulare, emodilatatori trifasici, plasma-espansori, sono i punti di riferimento dove gli americani hanno approfondito numerosi studi nell’ultimo quinquennio elaborando sinergie di micronutrimenti, componenti nutraceuti uniti a enzimi geno-recettivi che disegnano un quadro molto avanzato di ciò che gli ultimi trials sulla dietetica e cronobiologia della supplementazione ci stia proponendo.

OSSIDO NITRICO (NO) – NOS –NOZ- SUPER CHARGE -NHO2 –NITRIX- NITRI C – EXPANDER – X-PLODE

L’ossido nitrico è la forma impropria dell’ossido di azoto una specie chimica reattiva di natura radicalica; in epoca molto recente è stato individuato come uno dei più potenti mediatori biochimici che gli organismi viventi producono al loro interno al fine di controllare svariate funzioni vascolari. Nel 1992 il magazine scientifico “Science” aveva eletto l’NO come molecola dell’anno e nel 1998 il premio Nobel per la Medicina/Fisiologia, venne attribuito al ricercatore americano Louis Ignarro “per le sue scoperte riguardanti l’ossido nitrico. come molecola segnale nel sistema cardiovascolare”.




L’NO è una sostanza abbastanza ubiquitaria prodotta a partire dall’aminoacido L-arginina in una reazione multi-step che comporta la conversione della l-citrullina, catalizzata dall’enzima ossido nitrico sintetasi (figura 1). Quest’ultimo esiste in numerose isoforme, alcune costitutive (cellule endoteliali, piastrine, sistema nervoso) ed altre inducibili (macrofagi, leucociti, cellule endoteliali, epatociti), e ciò dà ragione dell’ampia distribuzione dei siti di produzione dell’importante mediatore nel nostro organismo.




Figura 1. Sintesi schematica dell’ossido nitrico a partire dalla L-arginina

Nei sistemi biologici, l’NO agisce come un importante messaggero intra ed inter-cellulare regolando numerosissime funzioni, in primis quella dell’endotelio vascolare. Infatti, in seguito ad adeguata stimolazione (meccanica o chimica), le cellule endoteliali producono l’NO che, in parte, diffonde nel compartimento ematico, riducendo l’aggregabilità delle piastrine e l’adesività dei leucociti alle pareti dei vasi sanguigni, e, in parte, raggiunge la sottostante muscolatura liscia vascolare inducendone il rilasciamento. I conseguenti effetti anti-aggreganti, anti-infiammatori ed anti-ipertensivi sono ritenuti di grande importanza nella prevenzione dell’aterosclerosi .

L’NO in pratica regola il tono vasomotorio e provoca vasodilatazione, incrementa il flusso sanguigno ai muscoli e migliora il trasposto di ossigeno e altri nutrienti. L’incremento nel trasporto dei nutrienti crea condizioni favorevoli alla formazione di nuovo tessuto muscolare e favorisce anche il recupero dopo intensi allenamenti.

D’altronde, i famosi nitriti esteri e la stessa nitroglicerina sublinguale, ampiamente usati come anti-anginosi decenni prima della “scoperta” dell’NO, sono, in realtà, dei “donatori” di questo mediatore ed è relativamente recente la messa a punto delle nitro-aspirine, derivati “nitrati” dell’acido acetilsalicilico in grado di rilasciare NO a livello periferico. Rimanendo nell’ambito della farmacologia cardiovascolare, giova anche sottolineare che il sildenafil (Viagra®) agisce “prolungando” la durata d’azione dell’NO a livello dei corpi cavernosi del pene, contribuendo in questo modo a migliorare la funzione erettile, variamente compromessa nell’impotenza maschile.
Oltre all’effetto primario sull’endotelio, all’NO è riconosciuto un ruolo determinante di mediatore biochimico in numerose funzioni, a livello cerebrale (es. controllo dell’apprendimento e della memoria), gastrointestinale (modulazione delle secrezioni e della motilità), respiratorio (modulazione del tono della muscolatura liscia bronchiale), renale (autoregolazione del flusso ematico).

Successivamente l’NO viene trasformato in una serie di derivati, quali i nitriti ed i nitrati, che si accumulano, in funzione della quantità del mediatore primario prodotto, nel sangue ed in altri fluidi extracellulari per poi essere definitivamente allontanati dall’organismo attraverso le urine.

L’integrazione di NO parte da dosi generose di L-arginina per via orale. L’aggiunta di questo aminoacido alla dieta abituale può migliorare alcune condizioni fisio-patologiche attraverso un aumento della sintesi endogena dell’NO, importantissimo mediatore biologico, di cui l’amminoacido è il diretto precursore.

Studi condotti sull’uomo hanno confermato ed esteso le potenziali indicazioni “terapeutiche” della L-arginina che, sia come tale – grazie all’attività immuno ed endocrino-modulatrice – sia, soprattutto, come precursore dell’NO, si sta rivelando particolarmente utile nel trattamento di numerosissime patologie, dalle varie forme cliniche della cardiopatia ischemica, quale l’angina pectoris, dall’ipertensione arteriosa all’insufficienza cardiaca congestizia. Infine, esperimenti condotti su topi indicano che la L-arginina migliora le prestazioni muscolari in regime di esercizio aerobico attraverso un aumento della produzione di NO, e ciò conferma il già noto ruolo di questo amminoacido sulle performance atletiche.
Sebbene la L-arginina possa esercitare di per sé un’azione anti-radicalica, la presenza di un antiossidante nella sua formulazione, è potenzialmente in grado di aumentare in maniera più efficiente la “biodisponibilità” dell’NO, sia fornendo il precursore fisiologico (L-arginina) sia neutralizzando le specie chimiche reattive che tenderebbero ad inattivarlo (selenio).
Si rappresenta che viene utilizzata come precursore del NO una forma di arginina alfa keto glutarato molto biodisponibile.
I ricercatori, comunque, si sono spinti oltre associando ai precursori dell’ossido nitrico, l’acido nicotinico che attua vasodilatazione determinando l’aumento del flusso ematico uniti ai suoi coenzimi NAD + e NADH coppia di accettori e donatori d’idrogeno nelle importanti reazioni biologiche. A tutto ciò si è riusciti a legare una formulazione di creatina schermata o meglio esterificata non attaccabile dai succhi gastrici che raggiunge in breve tempo il sito d’azione regalando volume intracellulare.

LEUCINA E KIC
Tutti conosciamo la valenza dei ramificati e quindi dei singolo aminoacidi che li compongono, trattasi di ammine anticataboliche che preservano la massa magra e arginano il catabolismo durante il workout. Se andiamo a ad analizzare il ketoacido della leucina (KIC – alfa-ketoisocaproato) notiamo che esso svolge numerose azioni positive nella cellula muscolare: un miglior bilancio azotato, un azione antiossidante, l’eliminazione dell’ammoniaca, ma l’azione più significativa riguarda la sua capacità di bloccare l’ACTH e il cortisolo; quindi il kic è considerato un vero agente anticatabolico che riduce il danno del tessuto muscolare ed accelera il recupero. Con l’assunzione di kic aumenta anche il livello dell’HMB (idrossi-beta-metalbutirrato) altro metabolita cardine della leucina.

OTTIMIZZATORI & ATTIVATORI GENETICI - ANATOR P 70
Prodotto di ultima generazione, frutto di ricerche durate oltre 5 anni presso l'Università di Nottingham. Brevetto #5.968.900, la formulazione ambisce a stimolare la massa magra tramite una specifica azione sui regolatori genetici muscolari denominati mTOR, p70S6K, PBK, FOXO, MAFbx. Assolutamente innovativo nella composizione, segna l'inizio di una nuova era nel mondo dell'integrazione sportiva. Mai prima d'ora un prodotto NATURALE si era dimostrato in grado di supportare la crescita muscolare attraverso la stimolazione di specifici attivatori genetici. Il preparato contiene 3 principi brevettati, Phenylgene, LeuciGene e GeneTOR. Si utilizza solo nel post allenamento come riparatore e rigeneratore muscolare.





ESPANSORI PLASMATICI - PLASMAVOL
Pool di sostanze a base di creatina etil estere glicerolo e mannitolo unite in una matrice brevettata per espandere il volume plasmatico e massimalizzare il trasposto di nutrienti nella cellula per la crescita e il pumping.



FRAZIONI PEPTIDICHE DI WEY ISOLATE - Pro-NOS
Sono le muove molecole proteiche presto presenti anche in Italia. Frazioni isolate di peptidi che innalzano l’ossido nitrico fino a 950 volte i normali valori con contemporanea riduzione di una percentuale di massa grassa. Se i risultati sono confermati i ricercatori avranno fatto un grosso passo avanti nel miglioramento dei ritenitori d’azoto.

NEUTRALIZZATORI DI ROS - CREAKIC
Tipologia di creatina rivoluzionaria che neutralizza gli agenti ROS (reactive oxygen species) per ottenere un totale assorbimento del principio attivo, formulato per iperattivare i recettori della Creatina ed ottenere la stimolazione muscolare attaccando e neutralizzando questa tipologia di radicali.
Durante una sessione di allenamento il 4–5% dell’ossigeno consumato viene trasformato in ROS (Reactive Oxygen Species) quali acido ipocloroso (HClO), perossinitrito (O=N–O–O-) e anione superossido (O2-•)


ANIONE SUPEROSSIDO (O2- •)
Vie prodotto durante la respirazione cellulare all’interno dei mitocondri soprattutto durante l’esercizio fisico. La sua tossicità deriva dalla capacità di inattivare gli enzimi contenenti cluster Fe-S liberando ferro. Il ferro liberato esercita una azione pro-ossidante determinando in ultimo perossidazione lipidica.

PEROSSINITRITO (O=N–O–O-)
È un potente agente ossidante in grado di danneggiare il DNA, proteine ed altre strutture cellulari. Quando reagisce con degli acidi (H+) si forma l’acido perossinitroso (H–O–N=O) che in seguito a scissione omolitica genera radicale idrossido (HO•) e diossido di azoto radicale •NO2.


ACIDO IPOCLOROSO (HClO)
È un mediatore dell’infiammazione ed un forte agente ossidante che in presenza di vari composti quali i ROS può generare altri ROS che contribuiscono alla per ossidazione lipidica.


Il processo, definito “perossidazione lipidica” determina una alterazione dell’integrità strutturale delle membrane e di conseguenza anche della funzionalità dei recettori ed enzimi in essa contenuti ma anche di altre proteine e DNA incluso.
Quando l’integrità delle membrane cellulari delle cellule muscolari è compromessa, l’assorbimento della creatina ed il suo trasporto all’interno dei muscoli viene ridotto notevolmente. Il risultato è una ridotta crescita muscolare.

Creakic è la prima e l’unica creatina in compresse in grado di neutralizzare i ROS e di iperattivare i recettori muscolari deputati all’assorbimento dei nutrienti creatina compresa. Eliminando i ROS si viene a creare l’ambiente favorevole per il trasporto di nutrienti e di creatina all’interno delle cellule. Solo a questo punto può iniziare la fase di saturazione dei muscoli con creatina.
Il meccanismo di azione si esplica in 3 momenti:
1. appena assunto il principio attivo con i suoi componenti anticatabolici neutralizzano i ROS (azione svolta dall’acido 6,8-tiooctico);
2. iperattivazione dei recettori di membrana deputati al trasporto di nutrienti all’interno della cellula (azione svolta dall’acido alfa-Ketoisocaproico);
3. ingente assorbimento di glucosio, aminoacidi e creatina.

ACIDO 6,8-TIOOCTICO
È un potente “scavenger” di radicali liberi che viene assorbito molto velocemente permettendo quindi di neutralizzare i ROS prima che inizi l’assorbimento della creatina. Esso è in grado di neutralizzare una grande varietà di radicali liberi quali radicale ossidrile (HO•), perossido di idrogeno (H2O2), ossigeno singoletto (O21), acido ipocloroso (HClO) ed anione superossido (O2- •).
La sua durata di azione è di circa 4 ore in seguito alla ingestione di 2 dosi di Creakic, sufficiente quindi a coprire tutta una sessione di allenamento.

KIC (acido Alfa-Ketoisocaproico sale calcico)
È un ketoacido con proprietà anaboliche ed anticataboliche. Apporta benefici ai Bodybuilders grazie alla sua capacità di generare una grande varietà di sostanze anaboliche inclusa l’insulina. Questo ormone incrementa la quantità e la velocità di assorbimento di vari nutrienti cellulari quali glucosio ed aminoacidi e creatina.

CREATINA
Grazie alla azione sinergica delle sostanze sopra citate, adesso i muscoli sono pronti ad assumere un carico di creatina. La creatina ingerita, una volta assorbita, passa nella circolazione sistemica ed entra nelle cellule dove viene convertita in fosfocreatina che a sua volta cede il proprio gruppo fosfato all’ADP trasformandolo in ATP.
La supplementazione di creatina aumenta la capacità di compiere lavoro da parte del muscolo, incrementa l’immagazinamento di fosfocreatina nei muscoli scheletrici ed aumenta la risintesi di fosfocreatina e ATP durante la fase di recupero.


ATTIVATORI DI FIBRE - RECLUTATORI - APLODAN
Le fibre muscolare è costituita da miofibrille “attive” e da cellule satelliti detti totipotenti. Quest’ultime hanno un alto potenziale e vengono stimolate da workout eccentrici e demolitivi per stimolo indotto e secrezione autocrina di IGF-1. Sebbene tali fibre abbiano il più alto potenziale per il guadagno della forza e per la crescita muscolare, è estremamente difficoltoso allenarle in quanto sono posizionate nella parte più profonda del muscolo.
Accanto ad allenamenti specialisti in cui si enfatizza la fase negativa il problema di base è l’intensità allenanate, ossia la capacità di reclutare il massimo numero di fibre muscolari a disposizione durante la sessione.

APLODAN E MECCANISMO D’AZIONE

Aplodan è il primo e l’unico “attivatore” di fibre muscolari esistente. Rappresenta la più recente frontiera di integrazione a disposizione degli sportivi per l’aumento della massa e della forza muscolare. Il suo utilizzo consente di raggiungere (compatibilmente con la fisiologia della persona) prestazioni davvero importanti, rendendo allo stesso tempo più efficaci gli altri integratori contemporaneamente assunti.Gli studi sono stati condotti da una equipe italiana presso l’Università di Milano.

ll sito di azione di Aplodan è la miofibrilla; attraverso la membrana cellulare raggiungendo anche le fibre più profonde. All’interno di esse agisce direttamente sulle vie metaboliche, andando ad incrementare la produzione di energia che potrà essere usata durante una sessione di allenamento consentendo di ottenere un enorme guadagno sia nella forza che nella massa muscolare.
La formulazione con cui è stato concepito ne permette il rilascio all’interno del muscolo molto velocemente. Nei soggetti studiati durante i trias clinici, Aplodan si è dimostrato in grado di aumentare dell’83% il numero delle fibre muscolari reclutate durante una sessione di allenamento in conseguenza ad una maggiore forza sviluppata; unitamente ad uno stimolo di crescita attuato direttamente sulle cellule satelliti.

Questo breve articola ci illustra solo alcuni dei molteplici principi attivi che la scienza dell’integrazione ci sta proponendo in questi ultimi anni, per migliorare la performance per un maggior risultato nel gesto atletico, per ottimizzare il recupero e soprattutto per il benessere fisico.

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