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Vecchio 12-11-2013, 11.02.15   #1
Enrico
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Predefinito Mesoterapia lipolitica di Marco Teatini

di Marco Teatini

Per mesoterapia s’intende l’introduzione di un farmaco ad azione locoregionale. In poche parole introduce il principio attivo nel derma in corrispondenza della zona affetta. Per questo motivo può essere utilizzata per curare diverse patologie. Nel caso specifico tratteremo quella Lipolitica. Prima di entrare nel dettaglio, bisogna puntualizzare che nel caso del dimagrimento localizzato, non ci si deve far trarre in inganno dai molti prodotti in crema. Purtroppo, nella quasi totalità dei casi, il loro peso molecolare è troppo elevato, per attraversare l’epidermide, portando a risultati scarsi o pressoché nulli. Se, comunque, si ha proprio un’avversione verso gli aghi si potrebbe mescolare il principio attivo con il dimetilsolfossido (DMSO). Deriva da trucioli di legno cotti.
La prerogativa di questo farmaco è che riesce a penetrare le membrane riuscendo a trasportare qualsiasi sostanza avente un peso molecolare inferiore ad 800. Di conseguenza, è un ottimo veicolatore. Il problema è che quando viene spalmato sulla parte trattata, oltre al prodotto trasporta anche le impurità presenti nella pelle. Inoltre non è privo di effetti collaterali (come cefalee, nausea, pruriti, ecc.) dovuti alla vasodilatazione che esso provoca e per questo bisognerebbe limitarne l’uso: non oltre i trenta giorni e sempre sotto stretto controllo medico. Nell’introduzione per via intradermica, il discorso è completamente differente.
Come prima cosa vorrei puntualizzare che la mesoterapia per il trattamento della cosiddetta cellulite prevede l’introduzione di un cocktail di principi, in cui ognuno svolge un ruolo ben determinato. Di conseguenza non è un solo prodotto ad essere somministrato, ma una miscela composta sia da farmaci ad attività lipolitica che da farmaci ad azione flebotonica o ad azione fibrinolitica. Quando introduciamo il liquido nella zona trattata produciamo la formazione di pacchetti di deposito che vengono liberati gradualmente nella zona circostante, in un periodo di sette giorni. Per questo come terapia d’attacco si consiglia una seduta settimanale, a raggiungimento dei risultati possiamo passare alla fase di mantenimento che prevede un trattamento ogni 20 giorni.
Bisogna chiarire bene un concetto, la mesoterapia, non rimuove le cellule grasse, ma fa in modo che l’acqua trattenuta in esse, venga rilasciata, eliminando di conseguenza il classico effetto “buccia d’arancia”. Tra i vari principi troviamo le basi xantiniche che inibiscono la fosfodiesterasi, con conseguente aumento di azione del cAMP intracellulare responsabile, e con la conseguente attivazione delle lipasi intradipocitarie.
Un altro principio indispensabile è la carnitina: un carrier utilizzabile dagli acidi grassi a catena lunga per poter attraversare la barriera mitocondriale interna e poter essere catabolizzati all’interno del mitocondrio dove avvengono le beta-ossidazioni ed il ciclo di Krebs. Con un grammo di questo principio attivo bombardiamo ogni cellula con 216 milioni di molecole di principio attivo.La soluzione fisiologica, varia a seconda della parte che andremo a trattare, quindi sarà proporzionale alla superficie che sarà sottoposta alla cura. L’anestetico locale e il bicarbonato di sodio hanno la funzione di eliminare il dolore, quindi è consigliabile utilizzarli solo nel caso ci sia reale bisogno.
E’ necessario mettersi nelle mani di un medico esperto se si decide d’intraprendere la cura ed evitare assolutamente di prendere iniziative personali. Nel caso qualche avventuriero decidesse di attuare tale pratica da solo, ecco alcuni consigli che possono tornare utili. Per prima cosa effettuare un test allergico, per ogni prodotto prendere una siringa d’insulina nuova e somministrare una piccolissima quantità sotto cute (preferibile utilizzare il braccio), aspettare ed osservare se avviene un rigonfiamento della pelle, in caso affermativo non utilizzare il principio attivo in questione. Si consiglia in genere per la mesoterapia l’ago da 4 mm 30 G montato su siringa da 10 cc.
Per una buona somministrazione staccare la massa grassa dal muscolo ed introdurre il liquido solo nella parte affetta. Per velocizzare questa procedura si può utilizzare la piastra lineare da 3 o 5 uscite che consente come l’ago singolo di essere inclinata. Naturalmente questo non è l’elisir che risolverà i vostri problemi, non scordatevi che la quasi totalità dei miglioramenti sarà da attribuire ad un corretto programma alimentare. Personalmente ho utilizzato in diversi periodi le due cure, prima quella topica e poi intradermica.
Nel primo caso ho utilizzato una crema lipolitica con l’aggiunta del DMSO (non in vendita in Italia) per un periodo di trenta giorni, con più somministrazioni giornaliere, ottenendo solo risultati non soddisfacenti. Nel secondo caso ho effettuato due somministrazioni settimanali come terapia d’attacco utilizzando come principio attivo il Pantadefosfato – Coenzima A. Questa fase è durata tre settimane, successivamente nel mantenimento, effettuavo solo una seduta ogni 10 giorni. Anche se la versione iniettabile si è dimostrata sicuramente più efficace, nonostante tutto ritengo che non valga la pena eseguire tale pratica. Inoltre un atleta dovrebbe interrompere la cura almeno 15 giorni prima della competizione, per smaltire l’irritazione dovuta all’infiammazione generata da aghi e principi.
Bibliografia:
BRUNO C. PROSERPIO G. : Biochimica della pelle e degli annessi cutanei. Sinerga Ed. ; 1987 Pero (MI)
RIBUFFO A. BARTOLETTI C.A. : La Cellulite. Salus Ed. 1983 Roma
CECCARELLI M. : Le adiposità localizzate e generalizzate in Medicina Estetica. Roma
DEL GUERCIO R. PIOVELLA C. : Manuale di microcircolazione per la clinica. Minerva Medica Ed. 1995 Torino
Marco Teatini è disponibile come personal trainer presso la palestra Technobody di Roma. Tel 06/7804452 o 328/0646170 – www.technobody.it
Marco Teatini
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