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Uno studio anatomico del
ginocchio mette in evidenza la scarsa congruenza tra le superfici articolari,
che condizionano e permettono una buona mobilità generale e la limitata stabilità
dell'articolazione, che è assicurata "passivamente" dalle strutture
legamentose, che potremmo definire strutture centrali, quelle rappresentate dai
legamenti crociati anteriori e posteriori e periferiche, quelle invece formate
dai legamenti collaterali.
Attivamente il ginocchio
è invece avvolto da tutte quelle strutture muscolari, che appartengono al
sistema di stabilizzazione dell'articolazione.
I muscoli principalmente
coinvolti in questa importante attività di stabilizzazione articolare sono:
- il quadricipite;
- gli ischiocrurali;
- il popliteo;
- i vasti mediali;
- i tensori della fascia lata e grande
gluteo.
L'azione sinergica di
tutti questi muscoli rappresenta infatti un ottima fonte di protezione per
l'articolazione, che lavorando sui tre piani dello spazio ma maggiormente
comunque su quello sagittale è soggetta spesso a varie forme di tensione.
Durante la postura eretta
infatti, qualsiasi flessione del ginocchio crea a livello del piatto tibiale un
piano inclinato che produce uno scivolamento anteriore dei condili femorali,
provocando una certa tensione ai legamenti crociati (LCP e LCL),.
Fortunatamente alcune
componenti dell'azione muscolare del quadricipite in sinergia con i muscoli
ischiocrurali, si oppone sempre efficacemente a questo sfavorevole spostamento
in avanti, preservando dall'usura e dal trauma tutte quelle strutture
legamentose esageratamente sollecitate da questi movimenti, che a volte sono
anche troppo forzati e sovraccaricati.
L'equilibrio di tutte le
forze articolari e muscolari, provvedono perciò se costantemente stimolate da
allenamenti specifici attentamente valutati con uno specialista, a limitare
tutte quelle sollecitazioni che nel tempo risultano traumatizzare
l'articolazione del ginocchio a volte anche in modo irreparabile, creando ogni
qualvolta sia necessario una sorte di "cuscinetto protettivo" ammortizzatore e
stabilizzatore del ginocchio.
Limitatamente al piano
frontale invece il ginocchio può subire tutte quelle forze varizzanti in parte
dovute al decentramento dell'anca, annullate comunque dal fisiologico valgismo
delle gambe e in parte dalla capacità dei muscoli laterali di avere sempre una
buona azione abduttrice.
I muscoli laterali che
potremmo definire perciò ancora una volta importanti per mantenere e
stabilizzare la gamba e l'articolazione del ginocchio sono:
- Il tensore della fascia lata;
- Il grande gluteo;
- Il bicipite femorale;
- Il popliteo;
- e parzialmente anche parte del
quadricipite.
Internamente invece
parlando perciò del versante mediale, i muscoli della gamba (semimembranoso,
semitendinoso, gracile e sartorio), sviluppano un azione antivalgizzante
solamente quando il ginocchio si presenta leggermente flesso o esteso rispetto
alla stazione eretta.
Ribadendo ancora una
volta quindi l'importanza dell'equilibrio muscolare della gamba, che come
abbiamo ampiamente compreso è modulato da un buon equilibrio generale,
ricordiamo il prezioso lavoro dei muscoli ischiocrurali e del bicipite, che
coadiuvato dal popliteo e dal tensore della fascia lata, assume un ruolo
fondamentale nell'evitare un eccessiva intrarotazione del ginocchio essendo uno
dei principali estrarotatori.
Non meno importante
risulta anche il fondamentale lavoro del quadricipite, che aiutato dall'azione
del tendine rotuleo assolve alla parziale intrarotazione del ginocchio.
Concludendo questa
panoramica riguardante il lavoro di equilibrio che ogni muscolo e legamento
interagendo con gli altri esercita sulla nostra articolazione rendendola spesso
molto più efficiente e stabile, accennerò a quei sistemi attivi che
controbilanciando il continuo eccessivo lavoro del ginocchio, operano da sempre
come instancabili sentinelle dell'articolazione, che ogni qualvolta lo si rende
necessario attivano prontamente tutte quelle azioni muscolari più adatte a
contrastare le eventuali sollecitazioni esagerate e spropositate che rendono
spesso insostenibile il lavoro delle nostre ginocchia evitando traumi e lesioni irreparabili; i
siti recettoriali.
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